Il cammino degli angeli, o “El piccol paradis”, è una località turistica situata tra le montagne nella città di Rodeio, nello stato di Santa Catarina, in Brasile. Questo luogo fu fondato nel 1875 da migranti provenienti da diverse città del Tirolo. I fondatori erano originari di Besenello, Cagno, Cavedine, Civezzano, Cognola, Fornace, Mattarello, Pergine, Roncegno, Rovereto, Sacco, Trento, Vigolo Vattaro e Terragnolo – città appartenenti all’Impero austro-ungarico, ma di cultura e lingua italiana. Come in ogni inizio, le sfide erano immense e la vita molto dura. Le terre dovevano essere esplorate e colonizzate da zero, in una regione vicina a territori indigeni e altri popoli immigrati, con culture e costumi differenti. I nuovi insediamenti iniziarono tra conflitti con i nativi della zona. Le terre erano bellissime, un piccolo paradiso, un gioiello che doveva essere scolpito e modellato dai nuovi abitanti. Con l’esplorazione e la costruzione delle case, arrivarono presto le coltivazioni, le feste gioiose, dando inizio al sogno americano di molte famiglie che poterono, infine, trovare un luogo dove mantenere i propri costumi culturali e la lingua, in abbondanza di viveri e relativa pace.
Il piccolo paradiso, o “El piccol paradis”, anche chiamato cammino degli angeli, è un sito montano che ospita diverse famiglie di agricoltori, discendenti dei fondatori e persone di altre comunità culturali di origine migrante. La lingua affettiva e parlata è il talian, conservata dalle famiglie per circa quattro generazioni. Lungo il sentiero fino al piede della montagna, si può sentire il meraviglioso profumo delle piantagioni d’uva, così come i suoni degli uccelli della zona.
La mia prima esperienza nel “piccol paradis” fu durante un giro in bicicletta, che coprì 30 km da casa mia fino al piede della montagna. Lì, ai piedi della montagna, si trova una targa con il nome di tutti i migranti fondatori, nel bellissimo sfondo di tutte le bellezze naturali dei dintorni. Salendo lentamente la montagna, si sente il profumo della vegetazione, il suono delle cascate vicine e l’incantevole azzurro delle ortensie, fiori, anch’essi migranti con gli uomini, che hanno saputo adattarsi alla regione insieme ai loro coraggiosi pionieri.
Questa escursione avvenne nel 2016. Quando arrivai al piede della montagna, avevo già percorso 30 km, senza sapere quanti ne mancassero per arrivare agli “angeli”, le famose statue che, con il loro sguardo vigile, proteggono questo magico posto. Iniziai il tragitto e confesso che stavo per rinunciare a causa della salita faticosa. Salii altri 4 chilometri, passando per piccole fattorie e casette molto semplici immerse nella natura. Le ortensie erano come una stella guida per me. Il sentiero mi condusse a uno stato mentale di incredibile pace mentre il corpo si muoveva. Stavo quasi per desistere, quando, salendo ancora per un centinaio di metri, incontrai un belvedere con una statua del Cristo e numerose statue di angeli che tenevano in mano un’ortensia.
In quel belvedere, conobbi il responsabile della manutenzione del luogo. Era un anziano signore di nome Paulo Notari, discendente dei migranti italiani che si stanziarono nel posto. Chi ha avuto l’opportunità di parlare con lui (è scomparso nel 2020), ha avuto il piacere di conoscere una persona semplice, molto aperta al dialogo, molto devota alla religione cristiana e responsabile della creazione delle statue degli angeli, nati dall’ispirazione nei suoi viaggi in Europa e a Gerusalemme. È bello pensare che l’altruismo possa offrire un magnifico paradiso a tutti coloro che desiderano visitarlo; Notari ha finanziato tutto questo spettacolo per gli occhi e per il cuore, mettendolo a disposizione degli altri. È stata istituita anche una piccola cappella dove i visitatori possono pregare e continuare il cammino verso altre località turistiche.
Salire la montagna è un’opportunità per riflettere sulla vita, trovare un momento di pace in mezzo a un’esistenza caotica, ma soprattutto per ritrovare sé stessi in modo spirituale e sereno. Sulla base della mia esperienza personale, posso consigliare che il cammino degli angeli va percorso senza fretta, con passi lenti e respiro tranquillo. La montagna è ormai una vecchia amica dei migranti, che porta il ricordo della terra d’origine. Questo è un lungo cammino di conciliazione dei migranti italiani, un tentativo di riconnettersi con la propria terra natale, verso cui pochi potevano e possono oggigiorno ritornare. La strada porta con sé un po’ di malinconia e coltiva nella sua terra il seme della mancanza di casa, della patria d’origine che si trova dall’altra parte dell’oceano Atlantico.
El piccol paradis
O caminho dos anjos, ou “el piccol paradis” é uma localidade turística nas montanhas situada na cidade de Rodeio, em Santa Catarina, localidade sobre a qual foi fundada por imigrantes de diversas cidades do Tirol, no ano de 1875. Os fundadores eram oriundos de Besenello, Cagno, Cavedine, Civezzano, Cognola, Fornace, Matarello, Pergine, Roncegno, Rovereto, Sacco, Trento, Vigolo Vattaro e Terragnolo, cidades pertencentes ao império austro-húngaro, porém de cultura e fala italiana. Como em todo início, os desafios eram gigantescos e a vida; muito difícil. As terras precisavam ser desbravadas do zero, em meio a uma região próxima a áreas indígenas e outros povos imigrantes, de cultura e costumes diversos. Os novos assentamentos iniciaram-se mediante a conflitos com os nativos da terra. As terras eram belíssimas, um pequeno paraíso, uma joia que precisava ser lapidada e moldada pelos novos habitantes. Com o desbravamento e as construções de casas, logo vieram as plantações, as festas alegres, dando início ao sonho americano de muitas famílias, que puderam, por fim, encontrar um local para manter seus costumes culturais e língua, em abundancias de viveres e relativa paz.
O pequeno paraíso, ou “El piccol paradis”, também chamada de caminho dos anjos, é um sítio nas montanhas que abriga várias famílias de agricultores, descendentes dos fundadores e pessoas de outras comunidades culturais de origem imigrante. A língua afetiva e falada é o talian, mantida pelas famílias por cerca de 4 gerações. Pelo caminho até o sopé da montanha é possível sentir o cheiro maravilhoso das plantações de uva, assim como os sons dos pássaros da região. A minha primeira experiência no “piccol paradis” foi em um passeio de bicicleta, que levou 30 km da minha casa até o sopé da montanha. Ali no sopé existe uma placa com o nome de todos os imigrantes fundadores, assim como todas as belezas naturais aos redores. Subindo aos poucos a montanha, é possível sentir o cheiro do mato, o barulho das quedas d´água das cachoeiras próximas e o encantador azul das hortênsias, flores imigrantes que se adaptaram a região junto aos seus corajosos desbravadores.
Esse passeio foi em 2016. Quando cheguei ao sopé da montanha, já tinha feito 30 km, sem ter ideia de quantos quilômetros deveria fazer até chegar aos anjos. Iniciei o trajeto e confesso que estava a ponto de desistir devido a subida cansativa. Subi mais 4 quilômetros, passando por pequena chácaras e casinhas muito simples ao meio da natureza. Às hortênsias eram como a estrela guia dos reis ao Senhor. O caminho conduz a um estado mental de paz incrível enquanto o corpo se movimenta. Estava quase desistindo, quando subir por mais uns 100 metros, encontrei um almirante com a estatua do Cristo e as muitas estátuas de anjos segurando uma hortênsia em mãos.
Naquele almirante, conheci o responsável pela manutenção daquele lugar. Era um senhor ancião chamado Paulo Notari, descendente dos povos imigrantes. Quem pode ter a oportunidade de conversar com ele (Já falecido em 2020), pode ter o prazer de conhecer uma pessoa simples, muita aberta a conversa, muito religioso e responsável pela confecção das imagens dos anjos, inspirado em suas viagens à Europa e Jerusalém. É belo pensar que o altruísmo pode oferecer um magnifico paraíso a todos que queiram visitar o local. Financiou todo aquele espetáculo. Há uma pequena capela onde os visitantes podem fazer suas orações e continuar o caminho para outras localidades turísticas.
Subir a montanha é uma oportunidade para reflexões sobre a vida, encontrar um momento de paz diante de uma vida caótica. Encontrar-se com si mesmo de uma forma espiritualizada e tranquila. Pela minha experiência pessoal, o caminho dos anjos deve ser feito sem compromisso com o tempo, com passos lentos e respiração serena. A montanha já é uma venha amiga dos imigrantes, que pode portar a terra de origem. Foi nessa caminha que os imigrantes se reconectaram com a sua terra natal, sobre a qual poucos puseram retornar. A estrada traz um pouco de melancolia e cheiro da falta da casa, no outro lado do mar atlântico.
El piccol paradis Di Cleiton de Queiroz
Il cammino degli angeli, o “El piccol paradis”, è una località turistica situata tra le montagne nella città di Rodeio, nello stato di Santa Catarina, in Brasile. Questo luogo fu fondato nel 1875 da migranti provenienti da diverse città del Tirolo. I fondatori erano originari di Besenello, Cagno, Cavedine, Civezzano, Cognola, Fornace, Mattarello, Pergine, Roncegno, Rovereto, Sacco, Trento, Vigolo Vattaro e Terragnolo – città appartenenti all’Impero austro-ungarico, ma di cultura e lingua italiana. Come in ogni inizio, le sfide erano immense e la vita molto dura. Le terre dovevano essere esplorate e colonizzate da zero, in una regione vicina a territori indigeni e altri popoli immigrati, con culture e costumi differenti. I nuovi insediamenti iniziarono tra conflitti con i nativi della zona. Le terre erano bellissime, un piccolo paradiso, un gioiello che doveva essere scolpito e modellato dai nuovi abitanti. Con l’esplorazione e la costruzione delle case, arrivarono presto le coltivazioni, le feste gioiose, dando inizio al sogno americano di molte famiglie che poterono, infine, trovare un luogo dove mantenere i propri costumi culturali e la lingua, in abbondanza di viveri e relativa pace.
Il piccolo paradiso, o “El piccol paradis”, anche chiamato cammino degli angeli, è un sito montano che ospita diverse famiglie di agricoltori, discendenti dei fondatori e persone di altre comunità culturali di origine migrante. La lingua affettiva e parlata è il talian, conservata dalle famiglie per circa quattro generazioni. Lungo il sentiero fino al piede della montagna, si può sentire il meraviglioso profumo delle piantagioni d’uva, così come i suoni degli uccelli della zona.
La mia prima esperienza nel “piccol paradis” fu durante un giro in bicicletta, che coprì 30 km da casa mia fino al piede della montagna. Lì, ai piedi della montagna, si trova una targa con il nome di tutti i migranti fondatori, nel bellissimo sfondo di tutte le bellezze naturali dei dintorni. Salendo lentamente la montagna, si sente il profumo della vegetazione, il suono delle cascate vicine e l’incantevole azzurro delle ortensie, fiori, anch’essi migranti con gli uomini, che hanno saputo adattarsi alla regione insieme ai loro coraggiosi pionieri.
Questa escursione avvenne nel 2016. Quando arrivai al piede della montagna, avevo già percorso 30 km, senza sapere quanti ne mancassero per arrivare agli “angeli”, le famose statue che, con il loro sguardo vigile, proteggono questo magico posto. Iniziai il tragitto e confesso che stavo per rinunciare a causa della salita faticosa. Salii altri 4 chilometri, passando per piccole fattorie e casette molto semplici immerse nella natura. Le ortensie erano come una stella guida per me. Il sentiero mi condusse a uno stato mentale di incredibile pace mentre il corpo si muoveva. Stavo quasi per desistere, quando, salendo ancora per un centinaio di metri, incontrai un belvedere con una statua del Cristo e numerose statue di angeli che tenevano in mano un’ortensia.
In quel belvedere, conobbi il responsabile della manutenzione del luogo. Era un anziano signore di nome Paulo Notari, discendente dei migranti italiani che si stanziarono nel posto. Chi ha avuto l’opportunità di parlare con lui (è scomparso nel 2020), ha avuto il piacere di conoscere una persona semplice, molto aperta al dialogo, molto devota alla religione cristiana e responsabile della creazione delle statue degli angeli, nati dall’ispirazione nei suoi viaggi in Europa e a Gerusalemme. È bello pensare che l’altruismo possa offrire un magnifico paradiso a tutti coloro che desiderano visitarlo; Notari ha finanziato tutto questo spettacolo per gli occhi e per il cuore, mettendolo a disposizione degli altri. È stata istituita anche una piccola cappella dove i visitatori possono pregare e continuare il cammino verso altre località turistiche.
Salire la montagna è un’opportunità per riflettere sulla vita, trovare un momento di pace in mezzo a un’esistenza caotica, ma soprattutto per ritrovare sé stessi in modo spirituale e sereno. Sulla base della mia esperienza personale, posso consigliare che il cammino degli angeli va percorso senza fretta, con passi lenti e respiro tranquillo. La montagna è ormai una vecchia amica dei migranti, che porta il ricordo della terra d’origine. Questo è un lungo cammino di conciliazione dei migranti italiani, un tentativo di riconnettersi con la propria terra natale, verso cui pochi potevano e possono oggigiorno ritornare. La strada porta con sé un po’ di malinconia e coltiva nella sua terra il seme della mancanza di casa, della patria d’origine che si trova dall’altra parte dell’oceano Atlantico.
El piccol paradis
O caminho dos anjos, ou “el piccol paradis” é uma localidade turística nas montanhas situada na cidade de Rodeio, em Santa Catarina, localidade sobre a qual foi fundada por imigrantes de diversas cidades do Tirol, no ano de 1875. Os fundadores eram oriundos de Besenello, Cagno, Cavedine, Civezzano, Cognola, Fornace, Matarello, Pergine, Roncegno, Rovereto, Sacco, Trento, Vigolo Vattaro e Terragnolo, cidades pertencentes ao império austro-húngaro, porém de cultura e fala italiana. Como em todo início, os desafios eram gigantescos e a vida; muito difícil. As terras precisavam ser desbravadas do zero, em meio a uma região próxima a áreas indígenas e outros povos imigrantes, de cultura e costumes diversos. Os novos assentamentos iniciaram-se mediante a conflitos com os nativos da terra. As terras eram belíssimas, um pequeno paraíso, uma joia que precisava ser lapidada e moldada pelos novos habitantes. Com o desbravamento e as construções de casas, logo vieram as plantações, as festas alegres, dando início ao sonho americano de muitas famílias, que puderam, por fim, encontrar um local para manter seus costumes culturais e língua, em abundancias de viveres e relativa paz.
O pequeno paraíso, ou “El piccol paradis”, também chamada de caminho dos anjos, é um sítio nas montanhas que abriga várias famílias de agricultores, descendentes dos fundadores e pessoas de outras comunidades culturais de origem imigrante. A língua afetiva e falada é o talian, mantida pelas famílias por cerca de 4 gerações. Pelo caminho até o sopé da montanha é possível sentir o cheiro maravilhoso das plantações de uva, assim como os sons dos pássaros da região. A minha primeira experiência no “piccol paradis” foi em um passeio de bicicleta, que levou 30 km da minha casa até o sopé da montanha. Ali no sopé existe uma placa com o nome de todos os imigrantes fundadores, assim como todas as belezas naturais aos redores. Subindo aos poucos a montanha, é possível sentir o cheiro do mato, o barulho das quedas d´água das cachoeiras próximas e o encantador azul das hortênsias, flores imigrantes que se adaptaram a região junto aos seus corajosos desbravadores.
Esse passeio foi em 2016. Quando cheguei ao sopé da montanha, já tinha feito 30 km, sem ter ideia de quantos quilômetros deveria fazer até chegar aos anjos. Iniciei o trajeto e confesso que estava a ponto de desistir devido a subida cansativa. Subi mais 4 quilômetros, passando por pequena chácaras e casinhas muito simples ao meio da natureza. Às hortênsias eram como a estrela guia dos reis ao Senhor. O caminho conduz a um estado mental de paz incrível enquanto o corpo se movimenta. Estava quase desistindo, quando subir por mais uns 100 metros, encontrei um almirante com a estatua do Cristo e as muitas estátuas de anjos segurando uma hortênsia em mãos.
Naquele almirante, conheci o responsável pela manutenção daquele lugar. Era um senhor ancião chamado Paulo Notari, descendente dos povos imigrantes. Quem pode ter a oportunidade de conversar com ele (Já falecido em 2020), pode ter o prazer de conhecer uma pessoa simples, muita aberta a conversa, muito religioso e responsável pela confecção das imagens dos anjos, inspirado em suas viagens à Europa e Jerusalém. É belo pensar que o altruísmo pode oferecer um magnifico paraíso a todos que queiram visitar o local. Financiou todo aquele espetáculo. Há uma pequena capela onde os visitantes podem fazer suas orações e continuar o caminho para outras localidades turísticas.
Subir a montanha é uma oportunidade para reflexões sobre a vida, encontrar um momento de paz diante de uma vida caótica. Encontrar-se com si mesmo de uma forma espiritualizada e tranquila. Pela minha experiência pessoal, o caminho dos anjos deve ser feito sem compromisso com o tempo, com passos lentos e respiração serena. A montanha já é uma venha amiga dos imigrantes, que pode portar a terra de origem. Foi nessa caminha que os imigrantes se reconectaram com a sua terra natal, sobre a qual poucos puseram retornar. A estrada traz um pouco de melancolia e cheiro da falta da casa, no outro lado do mar atlântico.
Categorie
Recent Posts
F.I.A.T. BRASIL, L’ANIMA LATINA DI TORINO Di Matteo Pauro
2 Giugno 20261906 – 2026: COURRIÈRES 120 ANNI FA
2 Giugno 2026Chalé do Italiano: un pezzo d’Italia nel cuore del Brasile di Magda Pinto
2 Giugno 2026Archivi