LUCIA ZOCCARATO, UN’EMIGRATA PADOVANA AD ORADOUR-SUR-GLANE Di Matteo Pauro

10 Settembre 2026 Centro Studi Grandi Migrazioni Comments Off

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Oradour-sur-Glane è un comune francese della regione Nuova Aquitania ed è tristemente noto per un massacro compiuto dalle truppe naziste SS il pomeriggio del 10 giugno 1944. All’epoca quella regione si trovava nella Francia di Vichy, uno Stato collaborazionista della Germania nazista comandato dal maresciallo Philippe Pétain e in essa si verificavano frequentemente rappresaglie tra i militari di quel governo e truppe SS contro i reparti della Resistenza Francese, denominati maquisards. Quegli scontri si acutizzarono a seguito dello sbarco delle forze alleate in Normandia il 6 giugno (D-day).

Le truppe naziste arrivarono ad Oradour-sur-Glane nel primo pomeriggio di quel 10 giugno, assediarono il centro e ordinarono ai residenti di radunarsi nella piazza per effettuare accertamenti circa l’identità di ognuno di loro. Verso le 15.00 le truppe intimarono a donne e bambini di radunarsi all’interno della chiesa arcipretale e di sdraiarsi a terra. Nel frattempo, alcuni soldati sbarrarono tutte le porte, depositarono un involucro con attaccate alcune cordicelle in fondo alla navata e vi appiccarono il fuoco. Avendo gli ostaggi capito che si trattava di una bomba, presi dal panico si alzarono in piedi cercando di scappare, ma subito vennero freddati da varie scariche di mitragliatrici. All’esplosione e all’incendio della chiesa che ne seguirono, solamente una donna riuscì a fuggire arrampicandosi su una finestra alla parete e poi lanciandosi all’esterno da un’altezza di tre metri.

In altri punti del paese avvennero esecuzioni sommarie di cittadini all’interno di rimesse, fienili e garage e queste azioni furono perpetrate fino alle 17.00 di quel pomeriggio, momento nel quale si procedette ad appiccare il fuoco a tutti gli edifici del paese. I soldati tornarono dopo due giorni per scavare fosse nelle quali seppellire i cittadini trucidati.

Di questo eccidio si venne a conoscenza soltanto dopo un mese e a seguito delle rivelazioni dei soldati delle truppe naziste che vennero catturati dalle truppe alleate.

Tra le vittime vi furono anche italiani, tra questi Lucia Zoccarato, nata a Campodarsego (PD) nel 1904 ed emigrata a Cavino di San Giorgio delle Pertiche nel 1927 assieme al marito Giuseppe Miozzo.

Il giorno del massacro lei e sette dei suoi nove figli morirono assieme sotto al crocifisso, il marito riuscì a salvarsi ma venne deportato in Germania nei campi di lavoro per aver rifiutato di arruolarsi tra i soldati della Repubblica Sociale Italiana. Da quei campi di prigionia Giuseppe riuscì a tornare nel suo paese d’origine, Cavino, dove si risposò e morì nel 1954.

La figura di Lucia Zoccarato è stata recentemente commemorata in occasione dell’intitolazione ai Martiri di Oradour-sur-Glane del parco pubblico di Cavino. Il suo gesto di amore estremo nei confronti dei figli facendo loro da scudo contro le atrocità la fa assurgere a simbolo della resistenza disarmata e monito a tutte le madri che morirono in simili circostanze.

Con la stessa intenzione di monito nei confronti di tutte le vite spezzate, il vecchio paese di Oradour-sur-Glane non venne più ricostruito e/o rimodernato per decreto dei presidenti della Repubblica Francese che si susseguirono dopo quell’evento.