LA FRANCIA NEL TEMPO DELLE CATTEDRALI DI CHIARA CONVENTO

10 Settembre 2026 Centro Studi Grandi Migrazioni Comments Off

“La pietra si fa statua, musica e poesia

E tutto sale su verso le stelle

Su mura e vetrate […]

Con tante pietre e tanti giorni

Con le passioni secolari

L’uomo ha elevato le sue torri

Con le sue mani popolari […]

La pietra sarà dura come la realtà

In mano a questi vandali e pagani”.

Parole tratte dalla canzone “Il tempo delle cattedrali” dal musical Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante.

Le cattedrali tra mistero e iconografia raccontano la storia, l’arte, la religione e la spiritualità di un popolo dal Medioevo ad oggi. Cantieri in opera per realizzare sogni di persone che hanno visto posare la prima pietra, ma non l’intera realizzazione, avvenuta solo secoli dopo. Servono pietre, ferro, piombo e legno. Dobbiamo immaginare centinaia di uomini e donne che si dedicano nei diversi mestieri, non solo parigini, non solo francesi, ma accorrono forestieri, immigrati in cerca di un lavoro.

L’arte gotica nasce in Francia verso la metà del XII secolo e quasi ogni città francese vanta una cattedrale di questo stile.

La prima ad essere costruita si trova a Saint Denis, a nord di Parigi e ospita le tombe di 40 sovrani, 26 regine e 60 tra principi e principesse, la più grande è ad Amiens, le vetrate più belle sembrano essere quelle di Chartres, l’impressionista Claude Monet ha reso celebre con i suoi pennelli quella di Rouen, quasi tutti i re di Francia sono stati incoronati a Reims, ma la cattedrale più visitata e più conosciuta è senza dubbio Notre Dame de Paris che dal Medioevo ad oggi ha visto scorrere la storia francese e ispirato scrittori ed artisti.

Artisti, musicisti, scrittori e poeti la celebrano nelle proprie opere. Una per tutte il romanzo “Notre Dame de Paris” di Victor Hugo dove, in un capitolo, quasi come segno premonitore, racconta i dettagli di un incendio con lingue di fuoco che salgono in mezzo alle due torri e le gargouilles, le grondaie a forma di mostri, vomitano ardente pioggia argentea fatta di piombo fuso…

 

La storia di Notre Dame attraverso le date più significative

Nel 1163 Maurice de Sully, vescovo di Parigi, posa la prima pietra sulle fondamenta di antichi santuari cristiani per far sorgere una chiesa maestosa dello stesso stile della allora basilica di Saint Denis, dà inizio al cantiere che si protrarrà per quasi due secoli.

Nel 1238 con la VII crociata, il re Luigi IX, che diventerà San Luigi, acquisisce la Corona di spine dall’Impero Romano d’Oriente. Arriva a Parigi il 19 agosto 1239 e viene portata in processione a Notre Dame. San Luigi fa edificare la Sainte Chapelle per preservarla, dove rimane fino al 1806 quando Napoleone I la consegna all’arcivescovo di Parigi e la fa conservare nel Tesoro della cattedrale. Oggi è custodita all’interno di un nuovo reliquiario che si trova dietro l’altare e si può venerare tutti i venerdì dell’anno.

Nel 1638 Luigi XIII consacra la Francia alla Vergine Maria dopo essere stato esaudito affidando la sua dinastia alla Madonna. Luigi XIII dopo dieci anni di matrimonio non aveva avuto ancora un erede al trono, chiese alla Vergine di accogliere il suo desiderio e dopo circa un anno, nacque il futuro Re Sole, Luigi XIV. Nel coro di Notre Dame si trovano le statue di Luigi XIII e di Luigi XIV, rivolte verso la Pietà, in segno di devozione e ringraziamento.

Nel 1789 Notre Dame è presa d’assalto, saccheggiata, sfregiata dai rivoluzionari che lottano contro il potere dell’aristocrazia e del clero. Le statue sono decapitate, la guglia viene smontata, la cattedrale spogliata dalla sua funzione religiosa, è adibita a Tempio della Ragione e successivamente a magazzino. C’era chi voleva raderla al suolo per vendere le sue pietre. Ma sopravvivrà, nonostante fosse stata quasi dimenticata e poco amata in quegli anni rivoluzionari. Rimase in abbandono e in completa decadenza, fino ad essere rivalutata anche grazie allo sguardo dello scrittore e uomo politico, Victor Hugo.

Il 2 dicembre 1804 Napoleone si è incoronato imperatore dei francesi sotto il titolo di Napoleone I.

Nel 1844 viene restaurata dall’architetto Viollet-le-Duc che le ridona tutta la maestosità arricchendola di chimere, statue e ridisegnando una nuova guglia, proprio quella crollata sotto gli occhi di milioni di persone che seguivano increduli da tutto il mondo dalla televisione o attraverso i social in diretta l’incendio dell’aprile 2019.

Nel 1886 il poeta e drammaturgo francese Paul Claudel, di famiglia e ambiente sociale tradizionalmente lontani dalla Chiesa, all’età di 18 anni, durante i Vespri di Natale, ascoltando il Magnificat, sentì un forte richiamo religioso e si convertirà alla fede cattolica.

Durante le due guerre mondiali, fortunatamente non subisce seri danni, il 26 agosto 1944, dopo la capitolazione delle truppe tedesche a Parigi, il generale De Gaulle scende trionfalmente lungo gli Champs Elysées e si reca a Notre Dame per celebrare un Magnificat in segno di vittoria. Le campane della cattedrale suonano a festa e si uniscono con tonalità diverse campane e campanili di tutte le chiese e le cappelle parigine. Nel corso del XX secolo la cattedrale ha visto la sostituzione di alcune vetrate, la pulizia della pietra dall’inquinamento e nel 1991 è stata iscritta nella lista dell’Unesco come patrimonio materiale dell’umanità.

Il 15 aprile 2019 alle 18,23 Notre Dame brucia. All’improvviso, il cielo sopra la cattedrale è coperto da fiamme e da fumo. L’evento susciterà dolore e forti emozioni non solo ai parigini, ma a cittadini di tutto il mondo. A mano a mano che le ore passano e il fuoco continua a divampare, una folla crescente e impotente di fronte al dramma, piange, si inginocchia, prega lungo le rive della Senna mentre centinaia di coraggiosi vigili del fuoco lottano in mezzo alle fiamme per circoscrivere l’incendio.

L’8 dicembre 2024: la riapertura dopo quasi 5 anni di lavori come lo aveva auspicato il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, l’indomani dell’incendio, pronunciando: “Nous rebâtirons ”– Ricostruiremo.

Ancora una volta richiamo di arti e mestieri: falegnami, fabbri, maestri vetrai, pittori, scultori e mobilitazione di migliaia di uomini e donne, non solo parigini, non solo francesi, ma braccia multietniche, fondi internazionali, talenti diversi con uno scopo comune: riscostruire Notre Dame e riaprire le porte della cattedrale.

 

I Volontari

Cosa significa essere volontaria a Notre Dame?

Essere volontari significa avere il privilegio di entrare nella cattedrale quando ancora non è aperta al pubblico oppure rimanervi quando si chiudono le porte ai turisti.  È avere l’onore di poterla ammirare da sola, nel silenzio mistico senza essere disturbata o distratta da nessuno e rimanerci all’interno per ore ed ore respirando un’essenza speciale fatta di culto e di cultura.

La comunità dei volontari si mette al servizio dei turisti e dei pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo. Dal mese di dicembre 2024 sono stati formati 300 volontari di nazionalità diverse, di lingue diverse e perfino di religioni diverse, con un unico obiettivo, quello di accogliere, di aiutare e di donare il proprio tempo a Notre Dame. Ogni settimana servono dai 150 ai 200 volontari per ricevere dalle trentamila alle trentacinquemila persone, pellegrini o turisti, che ogni giorno varcano la soglia della cattedrale, aperta dalle 8 di mattina alle 19 e il giovedì fino alle 22. C’è chi fa un giro veloce passando dalla navata nord alla navata sud, chi si sofferma sui dettagli delle diverse cappelle, chi cerca di immortalare il più possibile scattando decine di fotografie o registrando video, chi si incanta davanti ai rosoni, chi chiede informazioni pratiche, chi vuole notizie storico-artistiche, chi ci ringrazia per il servizio di volontariato, chi vuole sapere qual è la parte crollata a causa dell’incendio, chi prega inginocchiato davanti alle due statue della Vergine, chi rimane devotamente in silenzio davanti al nuovo reliquiario contenente la Corona di spine, un chiodo e un pezzo di legno della croce della passione di Cristo.

I volontari in questo periodo si adoperano per preparare la venuta del Santo Padre che si terrà nel mese di settembre 2026.