“La pasta con pollo di mia nonna”: un viaggio attraverso il cibo migrante Di Marcela A. O. da Costa Cabai

14 Marzo 2026 Centro Studi Grandi Migrazioni Comments Off

Nel 2024 ho condotto una ricerca a San Paolo, in Brasile, intitolata Il sapore dell’italianità.
L’obiettivo era analizzare i legami dei discendenti di italiani residenti nella città con l’idea di italianità attraverso le loro ricette di famiglia.

Più di una volta, nella mia ricerca, è emersa la pasta con il pollo. Addirittura, la polenta con il pollo è stata una ricetta citata numerose volte dai miei interlocutori.

Da quando mi sono trasferita in Italia, cioè circa sei anni fa, non ho mai visto ricette del genere da nessuna parte. In Italia, quello che si vede più spesso è il pollo arrosto, oppure il pollo al curry, che ormai è diventato un piatto facile da trovare in molte osterie italiane.

Durante la ricerca, ho raccolto anche la testimonianza di un italiano emigrato in Brasile da alcuni anni, che si lamentava della moglie brasiliana, la quale amava rivisitare le ricette italiane, secondo il proprio estro. Come esempio, lui citava proprio la pasta con il pollo, sostenendo che era un abbinamento, a suo dire, infelice.

Essendo cresciuta in una famiglia di origini brasiliane, mia mamma cucinava spesso la pasta con il pollo, ed era proprio il sugo al pomodoro condito con il pollo che dava quel sapore aggiunto alla pasta.
Infatti, è una delle ricette preferite di mio padre, ma anche di mio marito, sebbene sia italiano e ha imparato da noi ad amare la pasta con questo condimento speciale.

Personalmente, non mi interessa se la ricetta della pasta con il pollo sia tradizionale o meno – anche perché il discorso sul concetto di tradizione è complesso e le scienze sociali si sono già occupate di fare un’analisi critica del modo in cui essa viene costruita e utilizzata socialmente.
Mi interessa, invece, osservare questo flusso di idee, cambiamenti e adattamenti delle ricette che si sono sviluppati nel tempo e nello spazio, attraverso le migrazioni storiche.

La pasta non faceva parte della dieta brasiliana prima delle ondate migratorie italiane in Brasile; il pollo arrivò con i primi colonizzatori nel lontano Cinquecento, come si legge nella lettera di Pero Vaz de Caminha, che racconta la reazione degli indigeni quando videro per la prima volta un pollo.

Perciò, sia la pasta, sia il pollo sono migranti nella dieta brasiliana e insieme hanno creato un nuovo percorso nelle ricette del paese: si è scoperto con il tempo che questo abbinamento veniva apprezzato dai palati brasiliani, e soprattutto, che quando non c’è ciò che si desidera, ci si arrangia con quello che si ha.

È importante ricordare che l’abbondanza di cibo non faceva parte della realtà della maggior parte dei migranti del passato – e non lo è nemmeno oggi per gran parte della popolazione mondiale.
Poter scegliere che cosa mangiare è un privilegio, non un’opzione accessibile a tutti.

Più che l’italianità, per me è stato interessante analizzare la capacità creativa che ciascuno di noi esercita in base ai propri strumenti, per sentirsi più vicino a casa – come nel caso di alcuni italiani che hanno aggiunto alla pasta, in mancanza del ragù o del pesto, il pollo.