La storia delle migrazioni umane è storia di incontri, scambi, meticciati culturali, sorgere di nuove economie, conquiste sociali, ma talora i contatti tra chi accoglie e chi cerca ospitalità prendono la forma di frizioni, incomprensioni, pregiudizi, scontri aperti. Succede spesso, quindi, che l’aspirazione ad una vita migliore per sé e i propri cari si trovi a pagare il prezzo pesante dell’umiliazione, del confinamento, della persecuzione.
Ripercorriamo sinteticamente alcuni fra i fatti più rilevanti che hanno visto gli emigranti italiani divenire vittime di odio xenofobo, pregiudizio razzista e repressione politica.
New Orleans, 14 marzo 1891: in seguito all’uccisione del capo della polizia della città nell’ottobre dell’anno precedente e dopo un processo che assolveva gli imputati o li sollevava dalle accuse per insufficienza di prove, una folla di cittadini dà l’assalto alla prigione locale e, convinti di porre rimedio ad una falla della giustizia, si impadronisce di undici dei diciannove accusati di aver avuto parte a vario titolo nell’omicidio. Sono tutti di origine italiana. Due di essi vengono impiccati e gli altri nove uccisi a colpi di fucile.
Aigues-Mortes, 16-17 agosto 1893: fuori dalle mura della cittadina di Aigues-Mortes, nel sud della Francia, si estende una grande salina che, sul finire dell’Ottocento, richiama lavoratori provenienti da altre regioni francesi, ma anche italiani, per lo più piemontesi. Le squadre di lavoro sono miste, ossia formate sia da italiani che da francesi. Durante la mattinata del 16 agosto 1893 scoppia una rissa tra gli operai delle due nazionalità. Gli animi si infiammano e si diffonde la notizia non verificata che gli italiani avrebbero ucciso alcuni compagni francesi. La reazione dei cittadini di Aigues-Mortes non si fa attendere e alcuni lavoratori italiani vengono aggrediti in città. Il mattino successivo, dieci fra questi, pur scortati dai gendarmi, vengono linciati nel tragitto che li porta verso la stazione ferroviaria dove li attende un treno per l’Italia. L’ostilità verso i lavoratori stranieri è promossa dai movimenti nazionalisti di destra.
Tallulah, 21 luglio 1899: la capra di un immigrato italiano, Francesco Di Fatta, viene sorpresa a pascolare nel terreno del coroner della cittadina, il dottor Hodge. Questi uccide l’animale e il fatto dà origine ad un diverbio tra Hodge e il Di Fatta. Partono alcuni colpi verso la bottega gestita dall’italiano. Da qui escono i fratelli, Giuseppe e Pasquale, per dare man forte a Francesco. Vengono raggiunti anche da altri due commercianti di origine italiana, Rosario Fiduccia e Giovanni Cerami. Gli ultimi due assieme a Francesco vengono tradotti in carcere. Durante la notte la prigione viene presa d’assalto, i tre detenuti prelevati e impiccati nel bosco assieme a Giuseppe e Pasquale.
A nessuno verrà chiesto conto della strage. Nel 1901 le famiglie delle vittime saranno risarcite con una minima somma dal Governo degli Stati Uniti.
In quello stesso anno l’ex sottufficiale della Regia Guardia di Finanza Antonio Corso pubblica in un foglio volante il componimento I cinque poveri italiani linciati a Talulah in America (in seguito musicato da Gualtiero Bertelli in M. R. Ostuni, G. A. Stella. Sogni e fagotti. Immagini, parole e canti degli emigranti italiani. Con CD Audio, Rizzoli, 2005 )
Sacco e Vanzetti, 23 agosto 1927: Bartolomeo Vanzetti, originario della provincia di Cuneo, giunge negli Stati Uniti, a New York, nel 1908. Figlio di agricoltori e commercianti di prodotti della terra della provincia di Foggia, Nicola Sacco sbarca a Boston nell’anno 1913. Li accomuna un forte spirito di classe e l’attiva partecipazione alle manifestazioni per i diritti dei lavoratori; entrambi aderiscono al movimento anarchico e per questo sono sottoposti all’attenzione delle autorità governative nel clima della red scare (la paura rossa o dei rossi) che pervade la società americana nel periodo tra il 1917 e il 1920.
Il 24 dicembre 1919 a Bridgewater e il 15 aprile a South Braintree (entrambe località nello stato del Massachussets) si svolgono due rapine: la prima non va a buon fine, ma sulla seconda pesa il bilancio di due vittime. I sospetti cadono sugli ambienti anarchici a causa di alcune circostanze poco chiare e per i comportamenti di alcuni fra essi che si rendono introvabili, consapevoli di essere fra i sospettati.
Le indagini si svolgono con metodi spesso al limite o al di fuori della legalità. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono incriminati: il secondo per entrambi i fatti, il primo per la rapina a South Braintree costata due morti.
Gli imputati vengono sottoposti ad un processo inquinato da punti oscuri, tendenziosità, uso pilotato dei testimoni: insomma si vogliono trovare capri espiatori che rinforzino le azioni di contrasto alle idee socialisteggianti o anarcoidi, al fine di sostenere le posizioni nazionalistiche e xenofobe. Il 9 aprile 1927 viene emessa la sentenza di colpevolezza per gli imputati e la condanna alla pena capitale. Inutili si rivelano le richieste di revisione del processo e le istanze di appello. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono giustiziati i 23 agosto 1927.
Il fatto viene narrato in sei strofe cantate sul motivo della ballata dedicata da Pietro Cini all’anarchico italiano Sante Caserio, ghigliottinato per aver assassinato il presidente francese Sadi Carnot.
Nel 1971 il regista Giuliano Montaldo realizza un film imperniato sulla vicenda dei due anarchici italiani. La colonna sonora viene affidata a Ennio Morricone che scrive anche la musica della ballata Here’s to you che Joan Baez si incarica di corredare di testo e interpretare. Il verso That agony is your triumph che chiude la quartina ricalca una dichiarazione di Vanzetti rilasciata al giornale Nord America Newspaper Alliance che si concludeva con le parole: “Questo ultimo momento appartiene a noi – questa Agonia è il nostro Trionfo! “.
Del Prete, “Le dolenti note. L’emigrazione nella canzone popolare e nella canzone d’autore”, intervento al convegno “Emigrazione ed immigrazione. Canti e canzoni”, Pettorano sul Gizio, 11 agosto 2007
Linciaggi di Passerelli A.
La storia delle migrazioni umane è storia di incontri, scambi, meticciati culturali, sorgere di nuove economie, conquiste sociali, ma talora i contatti tra chi accoglie e chi cerca ospitalità prendono la forma di frizioni, incomprensioni, pregiudizi, scontri aperti. Succede spesso, quindi, che l’aspirazione ad una vita migliore per sé e i propri cari si trovi a pagare il prezzo pesante dell’umiliazione, del confinamento, della persecuzione.
Ripercorriamo sinteticamente alcuni fra i fatti più rilevanti che hanno visto gli emigranti italiani divenire vittime di odio xenofobo, pregiudizio razzista e repressione politica.
New Orleans, 14 marzo 1891: in seguito all’uccisione del capo della polizia della città nell’ottobre dell’anno precedente e dopo un processo che assolveva gli imputati o li sollevava dalle accuse per insufficienza di prove, una folla di cittadini dà l’assalto alla prigione locale e, convinti di porre rimedio ad una falla della giustizia, si impadronisce di undici dei diciannove accusati di aver avuto parte a vario titolo nell’omicidio. Sono tutti di origine italiana. Due di essi vengono impiccati e gli altri nove uccisi a colpi di fucile.
Aigues-Mortes, 16-17 agosto 1893: fuori dalle mura della cittadina di Aigues-Mortes, nel sud della Francia, si estende una grande salina che, sul finire dell’Ottocento, richiama lavoratori provenienti da altre regioni francesi, ma anche italiani, per lo più piemontesi. Le squadre di lavoro sono miste, ossia formate sia da italiani che da francesi. Durante la mattinata del 16 agosto 1893 scoppia una rissa tra gli operai delle due nazionalità. Gli animi si infiammano e si diffonde la notizia non verificata che gli italiani avrebbero ucciso alcuni compagni francesi. La reazione dei cittadini di Aigues-Mortes non si fa attendere e alcuni lavoratori italiani vengono aggrediti in città. Il mattino successivo, dieci fra questi, pur scortati dai gendarmi, vengono linciati nel tragitto che li porta verso la stazione ferroviaria dove li attende un treno per l’Italia. L’ostilità verso i lavoratori stranieri è promossa dai movimenti nazionalisti di destra.
Tallulah, 21 luglio 1899: la capra di un immigrato italiano, Francesco Di Fatta, viene sorpresa a pascolare nel terreno del coroner della cittadina, il dottor Hodge. Questi uccide l’animale e il fatto dà origine ad un diverbio tra Hodge e il Di Fatta. Partono alcuni colpi verso la bottega gestita dall’italiano. Da qui escono i fratelli, Giuseppe e Pasquale, per dare man forte a Francesco. Vengono raggiunti anche da altri due commercianti di origine italiana, Rosario Fiduccia e Giovanni Cerami. Gli ultimi due assieme a Francesco vengono tradotti in carcere. Durante la notte la prigione viene presa d’assalto, i tre detenuti prelevati e impiccati nel bosco assieme a Giuseppe e Pasquale.
A nessuno verrà chiesto conto della strage. Nel 1901 le famiglie delle vittime saranno risarcite con una minima somma dal Governo degli Stati Uniti.
In quello stesso anno l’ex sottufficiale della Regia Guardia di Finanza Antonio Corso pubblica in un foglio volante il componimento I cinque poveri italiani linciati a Talulah in America (in seguito musicato da Gualtiero Bertelli in M. R. Ostuni, G. A. Stella. Sogni e fagotti. Immagini, parole e canti degli emigranti italiani. Con CD Audio, Rizzoli, 2005 )
Sacco e Vanzetti, 23 agosto 1927: Bartolomeo Vanzetti, originario della provincia di Cuneo, giunge negli Stati Uniti, a New York, nel 1908. Figlio di agricoltori e commercianti di prodotti della terra della provincia di Foggia, Nicola Sacco sbarca a Boston nell’anno 1913. Li accomuna un forte spirito di classe e l’attiva partecipazione alle manifestazioni per i diritti dei lavoratori; entrambi aderiscono al movimento anarchico e per questo sono sottoposti all’attenzione delle autorità governative nel clima della red scare (la paura rossa o dei rossi) che pervade la società americana nel periodo tra il 1917 e il 1920.
Il 24 dicembre 1919 a Bridgewater e il 15 aprile a South Braintree (entrambe località nello stato del Massachussets) si svolgono due rapine: la prima non va a buon fine, ma sulla seconda pesa il bilancio di due vittime. I sospetti cadono sugli ambienti anarchici a causa di alcune circostanze poco chiare e per i comportamenti di alcuni fra essi che si rendono introvabili, consapevoli di essere fra i sospettati.
Le indagini si svolgono con metodi spesso al limite o al di fuori della legalità. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono incriminati: il secondo per entrambi i fatti, il primo per la rapina a South Braintree costata due morti.
Gli imputati vengono sottoposti ad un processo inquinato da punti oscuri, tendenziosità, uso pilotato dei testimoni: insomma si vogliono trovare capri espiatori che rinforzino le azioni di contrasto alle idee socialisteggianti o anarcoidi, al fine di sostenere le posizioni nazionalistiche e xenofobe. Il 9 aprile 1927 viene emessa la sentenza di colpevolezza per gli imputati e la condanna alla pena capitale. Inutili si rivelano le richieste di revisione del processo e le istanze di appello. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono giustiziati i 23 agosto 1927.
Il fatto viene narrato in sei strofe cantate sul motivo della ballata dedicata da Pietro Cini all’anarchico italiano Sante Caserio, ghigliottinato per aver assassinato il presidente francese Sadi Carnot.
Nel 1971 il regista Giuliano Montaldo realizza un film imperniato sulla vicenda dei due anarchici italiani. La colonna sonora viene affidata a Ennio Morricone che scrive anche la musica della ballata Here’s to you che Joan Baez si incarica di corredare di testo e interpretare. Il verso That agony is your triumph che chiude la quartina ricalca una dichiarazione di Vanzetti rilasciata al giornale Nord America Newspaper Alliance che si concludeva con le parole: “Questo ultimo momento appartiene a noi – questa Agonia è il nostro Trionfo! “.
Bibliografia/sitografia
AA.VV.,“Storia d’Italia”, Giulio Einaudi Editore, vol. 4*
https://www.storicang.it/a/new-orleans-1891-il-linciaggio-degli-italiani_15109
https://journals.openedition.org/diacronie/160
https://giornaledellospettacolo.globalist.it/musica/2017/08/23/heres-to-you-cosi-joan-baez-ha-reso-immortali-sacco-e-vanzetti/
https://www.centrostudialetheia.it/migranti/tallulah/
Link per gli ascolti
https://www.youtube.com/watch?v=yH3GrOPDo3g
https://www.youtube.com/watch?v=QpSp2j3J_vA
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